domenica 24 maggio 2015

I consigli da non dare a una neomamma

Sono diventata mamma di mia figlia a 20 anni e all'epoca pensavo che tutte le signore che avevo la ventura di incontrare si prodigassero a darmi milioni di consigli non richiesti in virtù delle mie inesperienza e giovane età.
Sei anni dopo, sono ridiventata mamma di mio figlio, e il fenomeno si è ripetuto.
Ora è il turno di una mia amica che ha oltrepassato da un bel po' la trentina, ma anche per lei c'è stata e c'è una pioggia di consigli e raccomandazioni, provenienti anche da perfetti estranei.
E allora mi chiedo: cosa spinge una donna a trasformarsi in una petulante dispensatrice di consigli non richiesti appena vede un neonato?
E' forse una tratto presente nel DNA delle femmine umane, oppure è l'istinto materno, o ancora la spiegazione si trova nella legge di conservazione della specie?
Sia come sia, voi che siete così pazienti e armate di spirito di sacrificio da leggere questo inutile blog, sappiate che appena diventerete madri - anzi, in realtà già quando il pargolo abiterà la vostra pancia - sarete inondate da consulenze di ogni tipo.
Facciamo qualche esempio:
stai ingrassando troppo/troppo poco.
Nel primo caso rischiate la vita, e non sto parlando solo del giro. Inoltre partorirete un bimbo di dimensioni pantagrueliche, il parto sarà tremendo, e probabilmente dovranno intervenire con il forcipe e la ventosa e forse anche col paranco e il verricello. Vi verranno le emorroidi, le verruche e le vene varicose, le smagliature, la cellulite, il seno sgonfio vi ricadrà sul ventre sformato e dilatato, e vostro marito, disgustato, vi lascerà per una silfide ventenne e voi rimarrete sole e ciccione ad accudire quell'elefante di vostro figlio. E nessun altro uomo vi vorrà mai più perché sarete delle ignobili grassone dal fisico devastato e con un figlio a carico.
Io sono ingrassata 21 kg la prima volta e 20 la seconda. Mio figlio pesava 4520 kg ed è nato con un'unica spinta, tanto per dire. Non sono snella, no, però ho la 44 e non la 56 e mio marito non è ancora fuggito.
Se invece avrete la fortuna di ingrassare poco, o il giusto, verrete rimproverate di essere egoiste, di pensare solo alla linea e non al benessere di vostro figlio, che nascerà prematuro e sottopeso, cianotico e intollerante a tutti i principali alimenti necessari per il suo sviluppo. Avrete un parto difficilissimo e dolorosissimo, e probabilmente dovranno ricorrere al cesareo prima di avere il tempo di anestetizzarvi, e se non morirete di arresto cardiaco per il dolore, alla meglio vivrete l'esperienza di un torturato ad Abu Graib.  E tutta la vostra attenzione a non ingrassare eccessivamente sarà vanificata da un orribile squarcio nel vostro ventre, che tra l'altro poi non sarà nemmeno più piatto e tonico, ma solo grinzoso, sfregiato e flaccido. E il bimbo, pieno di fame perché le vostre piccole e vuote mammelle non produrranno latte, piangerà notte e giorno, privandovi del sonno e donandovi in cambio un colorito grigiastro e delle gonfie e bluastre borse sotto gli occhi, che faranno pendant con quella pancia senza tono che nessuna panciera slim-fit potrà contenere e rassodare.
E vostro marito, stanco e stufo, vi lascerà per una giunonica ventenne senza figli.
E voi rimarrete, secche e cadenti, per sempre sole ad accudire quel ragnetto piagnucolante e malmostoso di vostro figlio.
- "Dormi adesso, perché dopo non dormirai più". Frase accompagnata da un ghigno beffardo e compiaciuto.
Qui la risposta sarebbe una sola: stronza!
Ma siccome voi siete educate, vi consiglierei di rispondere: "Oh, tanto io soffro d'insonnia, se dormo 2 ore a notte è già tanto!"
Le signore, spiazzate, a questo punto tenteranno di dirvi che poi sarete afflitte da un sonno incoercibile, e che i prossimi anni saranno una tortura.
Dunque: la Principessa ha iniziato a dormire tutta la notte di fila a sei anni, quando è nato suo fratello. Non è stato né facile, né divertente, lo ammetto. Ma se mi sono sentita di fare anche il secondo, e sono ancora viva, vuol dire che ce la si può fare. E se ce l'ho fatta io, credetemi, può farcela chiunque!
- Ah, vedrai, dopo non uscirai mai più di casa!
Eh, no, infatti. Avete per caso mai visto mamme in giro, voi?
Tutte le neomamme se ne stanno rintanate in casa, derelitte e sfinite fino al 18^ compleanno dei figli, è risaputo.
Questa poi è dedicata ai futuri o neo papà.
- Eh, d'ora in poi, tua moglie non ti guarderà neppure, esisterà solo il bambino.
E qui sorge un dubbio: non è che la signora voglia farsi avanti lei per consolare il povero padre abbandonato?

Il bambino è nato. Siete all'ospedale.
Non alzarti dal letto, non camminare, non farti la doccia! 
O morirai/rimarrai sterile/ti verrà un'emorragia inarrestabile/rimarrai paralizzata/ti verrà il tifo, il colera, la rabbia silvestre e anche l'encefalite da zecca. Ma, soprattutto NON TI VERRA' IL LATTE!
E' questa, secondo le onniscienti ed esperte signore, la maledizione più terribile e orrenda che possa colpire una neomamma.
Senza il latte materno, il bimbo morirà/crescerà handiccappato/pieno di turbe psicologiche/allergie/intolleranze alimentari/subirà un rallentamento della crescita fermandosi all'altezza del povero Ping Ping e da adulto diventerà alcolizzato, vittima del demone del gioco e forse anche dedito alla prostituzione.
Lungi da me il voler negare gli indubbi benefici del latte materno, ma trovo che colpevolizzare una mamma perché non ha latte a sufficienza sia crudele e ignobile. Una madre sta già affrontando il più grande cambiamento della sua vita, e se per caso non ha latte a sufficienza, non vedo perché debba essere fatta sentire inadeguata o in colpa. Qualcuno fa sentire in colpa una persona che invece di avere il 38 di piede ha il 35?
E comunque, tanto per essere egocentrica e riportare il discorso sulla mia esperienza (ma visto che questo è il mio blog lo posso fare quanto mi pare e piace), vi confido che ho allattato la Principessa solo il primo mese, eppure adesso è più alta di me, che non sono di certo una nana. Ed è piena di salute e anche intelligente. Tiè!
- Hai latte? Brava!
Ma brava di che? Faccio anche la cacca e la pipì ogni giorno, sono brava anche per questo?
- Passata la doglia, torna la voglia.
Si, di mandarti a fanc***.
- Adesso no, ma fra qualche mese, pensate al fratellino, non vorrete che rimanga da solo, poverino?
Oppure:
- Non ne farete mica altri? Con quello che costano in figli al giorno d'oggi!
Per entrambe, buona la risposta: faccio il secondo appena gli altri si fanno i fatti loro.
- Lo porti già fuori? 
Ma e se prende freddo? Aria? Caldo? Suda? Potrebbe morire, rimanere paralizzato/sordo/cieco/muto/essere colpito da un fulmine, da un albero, da calcio rotante di Chuck Norris. Non lo porti ancora fuori?
Devi abituarlo ad uscire, altrimenti gli verrà la pellagra, la scabbia, la tiroidite di Hashimoto, l'emofilia e l'allergia alle graminacee, al polline di nocciolo, di pioppo e allo sciroppo d'acero. E così da grande sarà sottosviluppato, tisico, con la lordosi, la gobba e un'anca sbilenca. E forse anche strabico, miope e presbite. E si lascerà convertire dai Testimoni di Geova, e se avrà bisogno di una trasfusione, non darà l'autorizzazione e morirà prematuramente. E tutto per colpa della vostra incoscienza.
Gli dai il ciuccio?
GUAI! Non sai che rovina i denti/la mandibola, il palato, la lingua, le papille gustative? E poi gli viene il vizio e te lo troverai a 15 anni deriso da tutti perché ancora andrà in giro ciucciando quell'imitazione in silicone del tuo capezzolo, che probabilmente gli hai negato costringendolo a ricorrere a dei surrogati. Oppure vuole il ciuccio proprio perché lo tieni sempre attaccato, senza dargli un po' di ORARI e così poi sei costretta a dargli qualcos'altro in bocca per staccarlo.
Non gli dai il ciuccio?
GUAI! Non sai che per i bambini è un conforto, una consolazione, un alleato contro la paura, il distacco materno, i pedofili, le coliche, la congiuntivite e la stitichezza?
Altro aneddoto: mio figlio non ha mai voluto saperne del ciuccio. E io non ho mai insistito, convinta che un bambino sappia regolarsi da sé, almeno in queste cose.
Mia suocera, però, non era del mio stesso avviso.
E visto che, nonostante le sue continue e premurose sollecitazioni "Hai provato a darglielo? Devi insistere!", il neonato continuava a non essere ciuccio munito, iniziò ad attuare la tattica della temibile occhiata di terzo livello Tu credi di essere tanto intelligente, ma le tue modernità non valgono un fico secco, e per colpa delle tue convinzioni rovinerai il mio povero nipote, per poi tentare di blandirmi con tono affabile: "Prova a darglielo mentre dorme, così si abitua ad averlo in bocca. Oppure intingiglielo nel miele (!), vedrai che poi lo prende."
Io, ingenuamente, da stolta quale sono, mi lasciai sfuggire un "Ma perché? Se non lo vuole, tanto meglio, un vizio in meno da togliere!" che mi valse la temibile occhiata di secondo livello (non sapete qual è quella di primo!) Tu-sei-proprio-tutta-scema e si trovò costretta ad andare in farmacia e comprare personalmente l'accessorio che io, crudelmente, negavo a suo nipote. Così, ogni volta che aveva occasione di tenere l'infante in mia assenza, glielo ficcava repentinamente, sistematicamente e pervicacemente (quanto mi piace usare gli avverbi in -ente! Sarà perché sono deficiente?) nella piccola e riluttante boccuccia.
Con suo grande rammarico e rincrescimento, però, il bimbo, schifato e innervosito, lo sputava urlando a pieni polmoni.
Credo che lei non me lo abbia ancora perdonato. Insieme alle altre mie gravi mancanze: non vado in chiesa, non faccio l'orto ma in compenso pianto un sacco di inutili fiori. E non credo che la verginità sia un valore assoluto e sacro per una donna.
Però mi vuole tantissimo bene. Dice.
Lo allatti a orario?
Ecco, io questa cosa qui non la capirò mai. Ho allattato, o dato il biberon, a entrambi i miei figli quando si svegliavano e/o dimostravano di avere fame, e sono cresciuti bene. Che io svegli un bambino che dorme per allattarlo, proprio non esiste. Se c'è una cosa della quale riconosco la sacralità, è proprio il sonno di un bambino.
Lo copri troppo/troppo poco. 
Più spesso la seconda.
Anche a luglio e agosto, un berrettino di lana e una copertina da 5 centimetri di spessore, secondo certe signore, male non fa. No, se il tuo scopo è farlo morire disidratato.
E poi, man mano che cresce:
-Ha già i dentini?
Sì? troppo presto, si carieranno subito!
No? Come mai? Lo hai chiesto, se è normale?*
- Gattona?
Sì? Eh, poi ritarderà nel camminare!
No? vedi dentini.*
Cammina già?
Sì? Eh, adesso dovrai togliere tutto in casa! Non avrai più pace! (e infatti quando i bambini iniziano a camminare, solitamente si affitta un magazzino per portarci tutti i mobili e le suppellettili di casa)
No? vedi dentini e gattonamento*.
Lo hai già svezzato?
Sì? GUAI! Troppo presto! Gli rovinerai l'apparato digerente, causandogli celiachia, morbo di Crohn, Alzheimer precoce e cancro al colon.
No? Ma cosa aspetti? Vuoi nutrirlo a solo latte fino a 20 anni?
Lo mandi al nido?
Sì? Snaturata! Si ammalerà spessissimo con tutta quella promiscuità e scarsa igiene, sentirà la mancanza del calore materno, soffrirà moltissimo e crescerà con turbe psichiche che lo renderanno un sociopatico e forse anche serial killer.
No? Cosa vuoi, tenerlo sempre in casa? E se poi ti capita di andare all'ospedale? Come farai se è abituato solo con te, eh? Come farai?
- Lo porti a dormire con voi nel lettone?
Sì? Sei pazza? Vuoi che soffochi schiacciato nel sonno dal tuo culone?
NO? sei proprio un'egoista! Metti davanti il rapporto con tuo marito a quello col tuo bambino? Non sai che adesso sei soprattutto una mamma, e solo in secondo piano, una moglie?

Queste sono solo alcune delle frasi che vi verranno rivolte, sappiatelo. E poi non dite che non vi avevo avvertite.

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