domenica 24 maggio 2015

I consigli da non dare a una neomamma

Sono diventata mamma di mia figlia a 20 anni e all'epoca pensavo che tutte le signore che avevo la ventura di incontrare si prodigassero a darmi milioni di consigli non richiesti in virtù delle mie inesperienza e giovane età.
Sei anni dopo, sono ridiventata mamma di mio figlio, e il fenomeno si è ripetuto.
Ora è il turno di una mia amica che ha oltrepassato da un bel po' la trentina, ma anche per lei c'è stata e c'è una pioggia di consigli e raccomandazioni, provenienti anche da perfetti estranei.
E allora mi chiedo: cosa spinge una donna a trasformarsi in una petulante dispensatrice di consigli non richiesti appena vede un neonato?
E' forse una tratto presente nel DNA delle femmine umane, oppure è l'istinto materno, o ancora la spiegazione si trova nella legge di conservazione della specie?
Sia come sia, voi che siete così pazienti e armate di spirito di sacrificio da leggere questo inutile blog, sappiate che appena diventerete madri - anzi, in realtà già quando il pargolo abiterà la vostra pancia - sarete inondate da consulenze di ogni tipo.
Facciamo qualche esempio:
stai ingrassando troppo/troppo poco.
Nel primo caso rischiate la vita, e non sto parlando solo del giro. Inoltre partorirete un bimbo di dimensioni pantagrueliche, il parto sarà tremendo, e probabilmente dovranno intervenire con il forcipe e la ventosa e forse anche col paranco e il verricello. Vi verranno le emorroidi, le verruche e le vene varicose, le smagliature, la cellulite, il seno sgonfio vi ricadrà sul ventre sformato e dilatato, e vostro marito, disgustato, vi lascerà per una silfide ventenne e voi rimarrete sole e ciccione ad accudire quell'elefante di vostro figlio. E nessun altro uomo vi vorrà mai più perché sarete delle ignobili grassone dal fisico devastato e con un figlio a carico.
Io sono ingrassata 21 kg la prima volta e 20 la seconda. Mio figlio pesava 4520 kg ed è nato con un'unica spinta, tanto per dire. Non sono snella, no, però ho la 44 e non la 56 e mio marito non è ancora fuggito.
Se invece avrete la fortuna di ingrassare poco, o il giusto, verrete rimproverate di essere egoiste, di pensare solo alla linea e non al benessere di vostro figlio, che nascerà prematuro e sottopeso, cianotico e intollerante a tutti i principali alimenti necessari per il suo sviluppo. Avrete un parto difficilissimo e dolorosissimo, e probabilmente dovranno ricorrere al cesareo prima di avere il tempo di anestetizzarvi, e se non morirete di arresto cardiaco per il dolore, alla meglio vivrete l'esperienza di un torturato ad Abu Graib.  E tutta la vostra attenzione a non ingrassare eccessivamente sarà vanificata da un orribile squarcio nel vostro ventre, che tra l'altro poi non sarà nemmeno più piatto e tonico, ma solo grinzoso, sfregiato e flaccido. E il bimbo, pieno di fame perché le vostre piccole e vuote mammelle non produrranno latte, piangerà notte e giorno, privandovi del sonno e donandovi in cambio un colorito grigiastro e delle gonfie e bluastre borse sotto gli occhi, che faranno pendant con quella pancia senza tono che nessuna panciera slim-fit potrà contenere e rassodare.
E vostro marito, stanco e stufo, vi lascerà per una giunonica ventenne senza figli.
E voi rimarrete, secche e cadenti, per sempre sole ad accudire quel ragnetto piagnucolante e malmostoso di vostro figlio.
- "Dormi adesso, perché dopo non dormirai più". Frase accompagnata da un ghigno beffardo e compiaciuto.
Qui la risposta sarebbe una sola: stronza!
Ma siccome voi siete educate, vi consiglierei di rispondere: "Oh, tanto io soffro d'insonnia, se dormo 2 ore a notte è già tanto!"
Le signore, spiazzate, a questo punto tenteranno di dirvi che poi sarete afflitte da un sonno incoercibile, e che i prossimi anni saranno una tortura.
Dunque: la Principessa ha iniziato a dormire tutta la notte di fila a sei anni, quando è nato suo fratello. Non è stato né facile, né divertente, lo ammetto. Ma se mi sono sentita di fare anche il secondo, e sono ancora viva, vuol dire che ce la si può fare. E se ce l'ho fatta io, credetemi, può farcela chiunque!
- Ah, vedrai, dopo non uscirai mai più di casa!
Eh, no, infatti. Avete per caso mai visto mamme in giro, voi?
Tutte le neomamme se ne stanno rintanate in casa, derelitte e sfinite fino al 18^ compleanno dei figli, è risaputo.
Questa poi è dedicata ai futuri o neo papà.
- Eh, d'ora in poi, tua moglie non ti guarderà neppure, esisterà solo il bambino.
E qui sorge un dubbio: non è che la signora voglia farsi avanti lei per consolare il povero padre abbandonato?

Il bambino è nato. Siete all'ospedale.
Non alzarti dal letto, non camminare, non farti la doccia! 
O morirai/rimarrai sterile/ti verrà un'emorragia inarrestabile/rimarrai paralizzata/ti verrà il tifo, il colera, la rabbia silvestre e anche l'encefalite da zecca. Ma, soprattutto NON TI VERRA' IL LATTE!
E' questa, secondo le onniscienti ed esperte signore, la maledizione più terribile e orrenda che possa colpire una neomamma.
Senza il latte materno, il bimbo morirà/crescerà handiccappato/pieno di turbe psicologiche/allergie/intolleranze alimentari/subirà un rallentamento della crescita fermandosi all'altezza del povero Ping Ping e da adulto diventerà alcolizzato, vittima del demone del gioco e forse anche dedito alla prostituzione.
Lungi da me il voler negare gli indubbi benefici del latte materno, ma trovo che colpevolizzare una mamma perché non ha latte a sufficienza sia crudele e ignobile. Una madre sta già affrontando il più grande cambiamento della sua vita, e se per caso non ha latte a sufficienza, non vedo perché debba essere fatta sentire inadeguata o in colpa. Qualcuno fa sentire in colpa una persona che invece di avere il 38 di piede ha il 35?
E comunque, tanto per essere egocentrica e riportare il discorso sulla mia esperienza (ma visto che questo è il mio blog lo posso fare quanto mi pare e piace), vi confido che ho allattato la Principessa solo il primo mese, eppure adesso è più alta di me, che non sono di certo una nana. Ed è piena di salute e anche intelligente. Tiè!
- Hai latte? Brava!
Ma brava di che? Faccio anche la cacca e la pipì ogni giorno, sono brava anche per questo?
- Passata la doglia, torna la voglia.
Si, di mandarti a fanc***.
- Adesso no, ma fra qualche mese, pensate al fratellino, non vorrete che rimanga da solo, poverino?
Oppure:
- Non ne farete mica altri? Con quello che costano in figli al giorno d'oggi!
Per entrambe, buona la risposta: faccio il secondo appena gli altri si fanno i fatti loro.
- Lo porti già fuori? 
Ma e se prende freddo? Aria? Caldo? Suda? Potrebbe morire, rimanere paralizzato/sordo/cieco/muto/essere colpito da un fulmine, da un albero, da calcio rotante di Chuck Norris. Non lo porti ancora fuori?
Devi abituarlo ad uscire, altrimenti gli verrà la pellagra, la scabbia, la tiroidite di Hashimoto, l'emofilia e l'allergia alle graminacee, al polline di nocciolo, di pioppo e allo sciroppo d'acero. E così da grande sarà sottosviluppato, tisico, con la lordosi, la gobba e un'anca sbilenca. E forse anche strabico, miope e presbite. E si lascerà convertire dai Testimoni di Geova, e se avrà bisogno di una trasfusione, non darà l'autorizzazione e morirà prematuramente. E tutto per colpa della vostra incoscienza.
Gli dai il ciuccio?
GUAI! Non sai che rovina i denti/la mandibola, il palato, la lingua, le papille gustative? E poi gli viene il vizio e te lo troverai a 15 anni deriso da tutti perché ancora andrà in giro ciucciando quell'imitazione in silicone del tuo capezzolo, che probabilmente gli hai negato costringendolo a ricorrere a dei surrogati. Oppure vuole il ciuccio proprio perché lo tieni sempre attaccato, senza dargli un po' di ORARI e così poi sei costretta a dargli qualcos'altro in bocca per staccarlo.
Non gli dai il ciuccio?
GUAI! Non sai che per i bambini è un conforto, una consolazione, un alleato contro la paura, il distacco materno, i pedofili, le coliche, la congiuntivite e la stitichezza?
Altro aneddoto: mio figlio non ha mai voluto saperne del ciuccio. E io non ho mai insistito, convinta che un bambino sappia regolarsi da sé, almeno in queste cose.
Mia suocera, però, non era del mio stesso avviso.
E visto che, nonostante le sue continue e premurose sollecitazioni "Hai provato a darglielo? Devi insistere!", il neonato continuava a non essere ciuccio munito, iniziò ad attuare la tattica della temibile occhiata di terzo livello Tu credi di essere tanto intelligente, ma le tue modernità non valgono un fico secco, e per colpa delle tue convinzioni rovinerai il mio povero nipote, per poi tentare di blandirmi con tono affabile: "Prova a darglielo mentre dorme, così si abitua ad averlo in bocca. Oppure intingiglielo nel miele (!), vedrai che poi lo prende."
Io, ingenuamente, da stolta quale sono, mi lasciai sfuggire un "Ma perché? Se non lo vuole, tanto meglio, un vizio in meno da togliere!" che mi valse la temibile occhiata di secondo livello (non sapete qual è quella di primo!) Tu-sei-proprio-tutta-scema e si trovò costretta ad andare in farmacia e comprare personalmente l'accessorio che io, crudelmente, negavo a suo nipote. Così, ogni volta che aveva occasione di tenere l'infante in mia assenza, glielo ficcava repentinamente, sistematicamente e pervicacemente (quanto mi piace usare gli avverbi in -ente! Sarà perché sono deficiente?) nella piccola e riluttante boccuccia.
Con suo grande rammarico e rincrescimento, però, il bimbo, schifato e innervosito, lo sputava urlando a pieni polmoni.
Credo che lei non me lo abbia ancora perdonato. Insieme alle altre mie gravi mancanze: non vado in chiesa, non faccio l'orto ma in compenso pianto un sacco di inutili fiori. E non credo che la verginità sia un valore assoluto e sacro per una donna.
Però mi vuole tantissimo bene. Dice.
Lo allatti a orario?
Ecco, io questa cosa qui non la capirò mai. Ho allattato, o dato il biberon, a entrambi i miei figli quando si svegliavano e/o dimostravano di avere fame, e sono cresciuti bene. Che io svegli un bambino che dorme per allattarlo, proprio non esiste. Se c'è una cosa della quale riconosco la sacralità, è proprio il sonno di un bambino.
Lo copri troppo/troppo poco. 
Più spesso la seconda.
Anche a luglio e agosto, un berrettino di lana e una copertina da 5 centimetri di spessore, secondo certe signore, male non fa. No, se il tuo scopo è farlo morire disidratato.
E poi, man mano che cresce:
-Ha già i dentini?
Sì? troppo presto, si carieranno subito!
No? Come mai? Lo hai chiesto, se è normale?*
- Gattona?
Sì? Eh, poi ritarderà nel camminare!
No? vedi dentini.*
Cammina già?
Sì? Eh, adesso dovrai togliere tutto in casa! Non avrai più pace! (e infatti quando i bambini iniziano a camminare, solitamente si affitta un magazzino per portarci tutti i mobili e le suppellettili di casa)
No? vedi dentini e gattonamento*.
Lo hai già svezzato?
Sì? GUAI! Troppo presto! Gli rovinerai l'apparato digerente, causandogli celiachia, morbo di Crohn, Alzheimer precoce e cancro al colon.
No? Ma cosa aspetti? Vuoi nutrirlo a solo latte fino a 20 anni?
Lo mandi al nido?
Sì? Snaturata! Si ammalerà spessissimo con tutta quella promiscuità e scarsa igiene, sentirà la mancanza del calore materno, soffrirà moltissimo e crescerà con turbe psichiche che lo renderanno un sociopatico e forse anche serial killer.
No? Cosa vuoi, tenerlo sempre in casa? E se poi ti capita di andare all'ospedale? Come farai se è abituato solo con te, eh? Come farai?
- Lo porti a dormire con voi nel lettone?
Sì? Sei pazza? Vuoi che soffochi schiacciato nel sonno dal tuo culone?
NO? sei proprio un'egoista! Metti davanti il rapporto con tuo marito a quello col tuo bambino? Non sai che adesso sei soprattutto una mamma, e solo in secondo piano, una moglie?

Queste sono solo alcune delle frasi che vi verranno rivolte, sappiatelo. E poi non dite che non vi avevo avvertite.

sabato 23 maggio 2015

Vademecum del futuro papà

Le due lineette rosa sul test di gravidanza della tua compagna ti hanno appena dato l'emozione più bella e potente della tua vita: stai per diventare papà!
(A meno che tua moglie non si chiami Ester Arzuffi, in questo caso, ehm... anche no)
Nella pancia ancora piatta della tua compagna, batte il minuscolo cuoricino di tuo figlio e a te, e forse anche alla signora dalla pancia abitata, ancora non sembra vero, niente dal di fuori tradisce il vostro bellissimo segreto, ma, tempo qualche giorno, la vita di entrambi cambierà.
Per sempre.
Innanzitutto, la futura mamma potrebbe sviluppare quello che io chiamo il super-olfatto: odori fino a quel momento ignorati, o anche sconosciuti, le diventeranno insopportabili, e potrà arrivare anche a dirti: "stai lontano da me: puzzi!" Mentre tu, asperso di dopobarba, avevi invece pensieri di tutt'altro genere...
Il super-olfatto porta  anche a un altro fastidioso inconveniente, la nausea. Per fortuna, però, la nausea non si presenta ad ogni gravidanza; se quando aspettavo mia figlia mi ero quasi convinta che fosse una leggenda metropolitana inventata da donne troppo suggestionabili, col secondo mi sono dovuta ricredere: è passata solo al sesto mese, e mi sono ritrovata a vomitare solo al pensiero dello spezzatino che la mia vicina mi disse di aver mangiato, per dire.
Questi sono solo gli "antipasti", della gravidanza, insieme alla lievitazione del seno, primissimo sintomo a comparire.
"Wow, che bello!", ti starai dicendo, "Un seno alla Manuela Arcuri e neanche di plastica!"
Ahahahaha. Illuso! Perché, tu credi di poterlo toccare?
Provaci, se vuoi, ma poi non ti lamentare se lei ti manderà via in malo modo! Il seno della tua compagna diventerà, sì, molto grande e super sodo, aumentando anche di 4 taglie (sì, hai letto bene, 4!), ma diventerà anche ipersensibile e dolorante, per niente piacevole da farsi toccare.
Ma questo ancora è niente.
Hai visto il film l'esorcista?
No? Meglio, non guardarlo adesso. 
Sì? Ecco, allora sai cosa ti aspetta. La tua dolce, accomodante, sorridente compagna potrebbe improvvisamente, da un momento all'altro e senza apparente motivo, trasformarsi in una terribile, pericolosa, iraconda creatura, incline alla violenza (nei tuoi confronti, dopo tutto sei tu il colpevole di tutti i cambiamenti nel suo corpo, mentre il tuo rimane sempre uguale, maledetto!). Quando la tua compagna si trasforma dalla dottoressa Jekyll in Mrs Hyde, tu devi comportarti con la massima cautela, perché, se a te sembra che dietro la metamorfosi non ci sia un motivo, in realtà non è così: il motivo c'è sempre, anche se a te risulta incomprensibile. Potrebbe essere uno x di questi motivi, oppure tutti, oppure nessuno ma altri:
tu, il finale di un telefilm che lei non ha gradito, tu, le scarpe ordinate on line che ritardano ad arrivare, tu, un'unghia sfaldata, tu, la marca di yoghurts che hai comprato tu e non è quella giusta, tu, le nuvole, tu, il sole troppo o poco splendente, tu, la moglie di Hugh Jackman che è vecchia e grassa e può usufruire di lui mentre lei no, tu, il dentifricio che ha cambiato sapore, tu, il formaggio in frigo che puzza, tu, il cane del vicino che abbaia da ieri, tu...
Altre volte, invece di essere nervosa, suscettibile, permalosa e attaccabrighe, la tua dolce metà (che presto diventerà il tuo dolce doppio, triplo, o, nel mio caso, quadruplo, ma tu non glielo farai MAI notare, ma anzi, negherai fino alla morte - altrimenti la rischi tu, la morte - che sia ingrassata. "Hai solo pancia, e non è grande nemmeno quella" è l'affermazione ideale anche se lei è passata dai 50 agli 86 kg. Credimi.), potrebbe diventare soltanto ipersensibile, e commuoversi per ogni cosa: un cucciolo di cane, un bambino nel passeggino, due anziani che si tengono per mano, una pizza fumante, una borsa Louis Vuitton, un paio di scarpe di Gucci. Qui però devi stare particolarmente attento: le ultime due opzioni potrebbero essere spacciate per le fantomatiche voglie, e la tua furba amata potrebbe indurti con l'inganno a comprargliele, sotto la minaccia che l'erede altrimenti nasca con la voglia del marchio LV o Gucci in fronte. Non è vero, ma a titolo di risarcimento per tutto quello che lei sta passando e tu no, potresti anche accontentarla.
Però c'è anche un lato positivo: gli stessi ormoni che scatenano questa girandola di emozioni, scatenano anche un'insaziabile voglia di sesso: una donna incinta diventa praticamente un grande ormone a due gambe, grandi seni e pancia. Approfittane ora, perché poi...
Ma torniamo a noi, perché adesso so già che tu stai fantasticando sulla meraviglia di tua moglie super formosa e sempre propensa alle effusioni amorose.
Non so se te ne sei reso conto, ma non saranno solo i seni, a lievitare: già dal terzo mese, la pancia abitata inizierà ad arrotondarsi, continuando fino a raggiungere dimensioni che fanno temere lo squarcio da un momento all'altro.
Se, però, la letteratura scientifica non riporta casi di addomi squarciati dagli infanti non ancora nati, la realtà è che spesso la pelle della pancia, dei fianchi e del seno si potrà smagliare, nonostante olio di mandorle, argan, burro di karitè e creme dal costo pari al PIL del Burkina Faso siano spalmati con costanza certosina donando alla gestante la scivolosità di un'anguilla.
E qui entri di nuovo in gioco tu: se fino a pochi mesi prima ammiravi la setosità e la compattezza della pelle della futura madre di tuo figlio, adesso la guardi e ti sembra un'enorme carta geografica, tutta isoipse e isobare. Lei, poverina, già complessata dall'enorme seno che la fa sentire la mucca Milka e dalla pancia alla Barbapapà, adesso si vede anche la pelle deturpata e si sta chiedendo disperata: "ma gli piacerò ancora, o scapperà con una ventenne magra, soda e senza difetti?"
Tu, che le smagliature, siano una, due, mille, rosa, viola, o bianche, NON LE VEDRAI, OK?
Ricorda sempre che, non fosse per te, lei sarebbe come prima, e sta passando tutto questo per darti un figlio. Cosa saranno piccoli cambiamenti di umore e di aspetto fisico, di fronte al meraviglioso miracolo di una nuova vita che sta per venire al mondo?
Così, il pargolo dentro e la pancia fuori, crescono. E con loro, si allargano i fianchi, le cosce, le caviglie. Soprattutto le caviglie. E i piedi si gonfiano. Se la futura mamma è un'amante delle scarpe super femminili e scomode, a un certo punto della gravidanza si dovrà rassegnare e indossare scarpe morbide e basse, perché la ritenzione idrica e il peso che grava tutto sulle estremità renderà impossibile indossare calzature strette o con i tacchi. A meno che lei non sia Kate Middleton o Belen Rodriguez, ma in questi due casi non staresti leggendo il mio blog, perché a) se sei William of Wales, non sai l'italiano, né hai tempo da perdere dietro alle mie sciocchezze; b) se sei il compagno di Belen, dubito tu legga proprio.
Comunque.
Oltre alle scarpe tacco 12, la futura mamma deve rinunciare anche alla biancheria intima femminile, ripiegando su reggiseni e mutandoni alla nonna Ave, che farebbero sentire indesiderabile anche Belen. Ok, forse Belen no, ma cerchiamo di capirci.
E qui entri di nuovo, e per forza, in gioco tu. Tu devi abbattere il suo muro di insicurezza e farla sentire di nuovo bella, anzi, ancora PIU' bella! Lei è il sacro graal, ora, e porta tuo figlio in grembo, ricordalo sempre.
E MAI, MAI, MAI puoi permetterti di dirle che è grassa, o dirle che le mancano solo i baffi e poi è uguale alla vecchietta obesa che gira per il paese in bicicletta con un abito anni 50 e gambaletti color topo, capito?*
Verso la fine della gravidanza, la povera creatura incinta è sfinita, sia che sia aumentata di soli 9 kg che di 21 (cifra puramente casuale.... sì, come no), e non vede l'ora che il suo inquilino riceva lo sfratto.
Quando quel momento verrà, ecco, non so come dirtelo, ma... potrebbe scatenarsi l'Armageddon, il pandemonio, il finimondo.
A meno che.
A meno che l'epidurale non compia il miracolo, sollevando la mamma da tutto il dolore (non so, io non l'ho provata), oppure che il pargolo nasca col cesareo, oppure che lei sia una di quelle rare creature che partoriscono velocemente e con poco dolore (senza è IMPOSSIBILE).
Durante le lunghe e atroci sofferenze del travaglio, la mamma potrebbe:
- maledirti. E dalle torto, tu hai partecipato solo alla parte divertente, e adesso stai lì col terrore negli occhi mentre lei è squarciata in due dal dolore;
- maledire te e i dottori che non fanno niente per alleviarle il dolore;
- maledire te, i dottori e le infermiere;
- maledire te, i dottori, le infermiere, le ostetriche, Dio, i Santi, Budda, Allah e i tre porcellini che erano tutti maschi e lei odia i maschi perché non sanno cosa vuol dire partorire;
- maledire te e tutti quelli che definiscono la gravidanza il periodo più bello della vita di una donna;
- maledire te e Eva che ha mangiato la mela causando il "tu, donna, partorirai con dolore";
- invocare qualunque tipo di soluzione per porre fine alle sue sofferenze: epidurale, cesareo, morfina, cannabis, una pistola;
- giurare che MAI PIU' in vita sua farà sesso. E tu MUTO; oppure dalle ragione;
- mordersi gli avambracci per non urlare dal dolore, perché vuole mantenere la sua dignità. (però questo in tutta la storia dell'umanità forse l'ho fatto solo io. E ho avuto lividi e mal di denti per due settimane, dopo);
- mugugnare, rantolare, urlare, biascicare bestemmie orrende e improperi inauditi, provare tutte le posizioni imparate al corso pre parto, yoga, pilates, in tv e su internet. E scoprire che nessuna di loro le dà sollievo;
-giurare su quanto ha di più caro che MAI PIU' farà altri figli, e tu comportati come due punti più su;
- niente di tutto questo, se il parto è veloce e il dolore è sopportabile. E qui ti do una bella notizia: il mio secondogenito pesava 4,520 kg per 56 cm ed è nato con una sola spinta. Appena partorito sono tornata sulle mie gambe in camera mia e mi sono fatta la doccia. Quindi, se sei fortunato, anzi, se lo è lei, tutte le opzioni di cui sopra verranno saltate.
INIZIA A PREGARE.
Bene, ora il bimbo è nato, finalmente sei papà, e, se non sei svenuto, ce l'hai in braccio.
E' rosso-violaceo, rugoso e un po' bitorzoluto, ma a te e alla sua mamma sembrerà la creatura più bella su cui si siano mai posati i vostri occhi. E verrete sommersi da un'ondata di amore così grande, che nemmeno avreste immaginato che il vostro cuore potesse riuscire a contenere.
Adesso tutto è dimenticato, dolore del parto, smagliature, ciccia, sangue e sudore. Anche tu, per la mamma sei dimenticato.
Solo lui conta.
E, caro papà, solo lui conterà per un bel po', preparati.

martedì 3 febbraio 2015

Giardino roccioso - Rock Garden






Uno scorcio del mio giardino roccioso in piena fioritura. Bocca di leone rosa, nigella azzurra, stelle alpine e roselline rosa. a destra, gli ultimi momenti della fioritura dell'aubretia.
ENG: My rock garden in full bloom. Here you can see a pink snapdragon (anthirrinium), a blue nigella sativa, and on the left a full blooming Edelweiss (Leontopodium alpinum), which I'm very proud of. :) On the right, you can see the last flowers of an overblown purple aubretia.


Sempervivum minus, uno dei miei preferiti.
Sempervivum minus, one of my favourite hen and chickens.



50 sfumature di verde. Le foglie oblunghe a sinistra appartengono a una gentiana Japonica.
50 shades of green. The oblong leaves on the left belong to a Gentiana Japonica.



Campanula Portenschlagiana.

La piantina in mezzo è una campanula bianca non ancora in fioritura. Le limacce dell'anno scorso, infinite e schifosissime, me l'hanno divorata, non so se quest'anno rispunterà.
ENG: in the middle of the two types of hens and chickens, there is a not yet bloomed Fairies' thimbles. Last summer, a slug invasion ate almost al my flowers, this Fairies' thimbels included. I hope this year it will sprout again. Have I already said how much I hate slugs? 




Sassifraga in fioritura. Blooming saxifraga.



A destra sempervivum "Red Lion". A sinistra Sedum spurium tricolor, che mi piace molto per una sua particolarità: appena spuntano, le foglie sono rosa bianche e verdi, ma mano che invecchiano, invece, diventano completamente verdi.

ENG: On the right, "Red Lion" sempervivum. On the left a Sedum spurium tricolor, which I love because of the peculiar colour of its leaves: when they sprout, they are pink, then, as they grow, become completely green. 



sedum spurium tricolor


Sempervivum Arachnoideum.
Sempervivum Red Lion



Gentiana acaulis. Per un periodo, ho accarezzato l'idea di creare un angolo di giardino solo con fiori blu, il mio colore preferito. Poi, scoraggiata dalla scarsità di piante di questo colore, ho accantonato l'idea. per ora.

ENG: Trumpet gentian (gentiana acaulis). For a certain period of time, I have been thinking about creating a garden corner with just blue flowers. Then, discouraged by the shortage of blue flowers in my climate zone (long and cold winters, not so hot summers, a lot, but really A LOT of rainy days), I put aside this idea. For now.

Giardino roccioso in fiore - Blooming rock garden

Tripudio di colori. aquilegia (bianca e viola), nigella (azzurra), garofano del poeta (toni del rosa), ibrido helianthemum "Amy Baring" Cisto (gialla, tappezzante).
ENG: Pink dianthus barbatus, nigella, helianthemum "Amy Baring" Cisto (yellow, creeping). Above on the left, a glimpse of a purple columbine.




Fioritura giallo sole (da qui il nome) dell'ibrido helianthemum "Amy Baring" Cisto. Svetta verso l'alto l'aquilegia. Dietro si nota il rosa di qualche garofano dei poeti e qua e là il celeste delle nigelle.
ENG: stunning blooming of the hybrid helianthemum "Amy Baring" Cisto, with just a glimpse of a white and purple columbine, nigella and pink dianthus barbatus.


Adoro il garofano dei poeti. I suoi petali hanno sfumature intense e delicate allo stesso tempo, il profumo è soave. Si moltiplicano da soli, dando ogni anno vita a nuove piante dai colori sorprendenti.
Secondo me è una pianta che non può mancare in un giardino.
ENG: I love this flower. Its petals have at the same time strong and subtle shades of colours. Its flowers are spicily fragrant. The dianthus is an easy growing, self propagating biennial, which every year blooms with different marvellous colours. In my opinion it is a plant that cannot miss in a garden.



Peverina tormentosa (cerastium tormentosum)




Solembum, la nostra gatta, non ha resistito alla tentazione di posare tra i tulipani. In basso al centro si nota la Lysimachia Nummularia Aurea e più a destra la Nummularia normale. Ho scelto queste due piante come tappezzanti tra le pietre alla fine del mio giardino, sperando che contrastino la crescita infestante e odiosa del centocchio. Vi farò sapere se ha funzionato!

ENG: Our cat Solembum cannot resist the tentation of posing between my tulips. In the middle you can see two types of creeping Jenny: the aurea and the green one. I have chosen these plants hoping to oppose the ovegrowing chickweed. i will tell you if this had been a good idea.







Iberis (bianca), viole del pensiero, aubretia (viola) e tulipano.
Iberis (white), viola hybrida, aubretia (purple) and a crimson tulip.

























Muscari - Grape Hyacinth



Margherite gialle - Yellow daisies



Nigella.

Risotto ai fiori di zucchina - Zucchini flowers risotto

(Questa è una ricetta estiva)
La mia vicina mi ha regalato dei bellissimi fiori di zucchina e subito ho pensato di farne un risottino.
Non sono meravigliosi?


ENG: (Summer time recipe) A friend of mine gave me these beautiful zucchini flowers from her vegetable garden, so 100% organic! I immediately decided to make a risotto with them.





Ci sarebbe stata bene anche una zucchina, a dire la verità, ma non ne avevo e mi sono adattata.
Le ho lavate bene (non avete idea di quante formiche ci fossero dentro!) e messe ad asciugare su carta assorbente.
Ho affettato sottilmente
mezza cipolla piccola
e l’ho messa a soffriggere dolcemente in un po’ di olio evo.

ENG: Adding a courgette would actually made the risotto taste better, but I didn't have one, so I decided just the flowers would do. 
I washed them kindly but very well - I would never have imagined how many ants were inside them! - and put them to dry on a paper sheet.
I then sliced half an onion very thinly
and cooked it in two spoons of extra virgin olive oil (medium heat)


Quando si è imbiondita, ho aggiunto il riso, un pugno per ogni commensale.
Questa regola della nonna con me funziona bene, ma ho le mani molto grandi, voi regolatevi come meglio credete.
Ho fatto insaporire il riso e sfumato con un mezzo bicchiere da tavola di vino bianco.
Poi ho aggiunto, un mestolo alla volta, del brodo vegetale. Io faccio il dado da sola, ma va bene anche quello granulare in commercio.
Quando il riso era quasi cotto, ho aggiunto i fiori tagliati a pezzi non troppo piccoli.
Non fate l’errore di aggiungerli all’inizio, si disferebbero rovinando la bellezza del piatto, e poi cuociono in pochi secondi!

ENG: when the onion was translucent, I added the rice, a full fist for every tablemate. 
That of the fist is a granny's rule for cooking the exact quantity of rice, with me it works well because I have large hands, but if you have not, you can weigh it (80/90 grams per person).
I sautéd for a minute or two, stirring frequently with a wooden spoon in order to avoid browning the rice, then I added half a glass of white wine and cooked for another minute, stirring, until the liquid was absorbed.
I then added a ladleful of hot stock* to the rice and stirred until it was absorbed.

Note: when you cook risotto, it is important to stir constantly, especially while the stock gets absorbed, so that the rice doesn't scorch, and add the next ladle as soon as the rice is almost dry.

I continued adding a ladleful at a time, stirring gently until the liquid was absorbed and the rice was almost dry.
At 2 minutes to the complete cooking (after more or less 20 minutes from the start), I added the flowers in pieces, paying attention to not ruin them. 



Ho continuato la cottura per due minuti circa, mescolando piano per non rovinare i fiori, poi, a fuoco spento ho aggiunto un pezzetto di burro fresco e una spolverata di parmigiano grattugiato.
Et voilà!

ENG: I finished cooking the risotto for other two minutes, stirring kindly to avoid ruining the flowers, then I turned the heat off and added a Tbsp of butter and a cup of parmisan cheese.
I served the rice in the bowls, garnishing each one with a zucchini flower.
Et voilà! 









Pizza a basso contenuto di carboidrati, senza glutine e lieviti.

Se siete diabetici, celiaci, intolleranti ai lieviti o semplicemente volete dimagrire senza rinunciare a qualche sfizio, questa “pizza” fa per voi.
Io non ho nessuna intolleranza, se non alla mia immagine allo specchio, e siccome ho deciso che devo perdere molti chili, ma senza patire la fame, spesso mi preparo questa pizza e la trovo davvero buona.
Certo, non aspettatevi il sapore della pizza vera e propria, ma vi garantisco che la troverete comunque un surrogato soddisfacente e appagante!
Ingredienti per una pizza delle dimensioni standard da pizzeria:
un cavolfiore
due uova intere
una confezione di ricotta fresca magra* o formaggio spalmabile magro*
due cucchiai di parmigiano grattugiato (facoltativo)
salsa di pomodoro
mozzarella
sale q.b.
Potete poi aggiungere pepe, origano, noce moscata o altre spezie a piacere.
*io uso formaggio spalmabile o ricotta magri perchè devo perdere peso, ma ovviamente vanno benissimo anche le versioni normali.
Lavate bene il cavolfiore dopo averlo privato delle foglie verdi e tagliatelo a pezzi non troppo piccoli. Mettetelo quindi a bollire in acqua bollente salata, oppure, ancora meglio, cuocetelo a vapore, così manterrete intatte le sue proprietà nutritive.
Lasciatelo cuocere finchè non diventa morbido. Per attenuare l’odore potete mettere nell'acqua anche una foglia di alloro, oppure un bicchiere di latte.


Quando il cavolfiore è cotto, scolatelo e lasciatelo per un quarto d’ora nello scolapasta, in modo da fargli perdere più acqua possibile.

 (perdonate la qualità scadentissima delle foto)
Se volete e avete tempo, potete anche metterlo in uno straccio pulito e senza residui di detersivo o ammorbidente e strizzarlo bene in modo da fargli perdere tutta l’umidità.
A questo punto, dovreste aver ottenuto una tiepida purea di cavolfiore; trasferitela in una ciotola e aggiungete la ricotta o il formaggio spalmabile, i due cucchiai di grana, le spezie a piacere (io ho messo solo un po’ di pepe) e le uova.


Mescolate bene e poi spalmate sul una teglia ricoperta da carta da forno e leggermente unta d’olio dandogli la forma di una pizza.

Mettete la base della pizza in forno ventilato a 200 gradi fino a quando non presenterà una leggera doratura.
Estraete la base dal forno e passate alla farcitura.
Io questa volta l’ho fatta margherita, con pomodoro, origano e mozzarella.




Infornatela ancora per qualche minuto finchè la mozzarella non si sarà sciolta
E… buon appetito! :)


Gnocchi di pane raffermo

Un vecchio detto carnico dice che a buttare via il pane si chiama la miseria.
Che sia vero o no, a me a buttare o sprecare il cibo piange il cuore, pertanto cerco sempre di riutilizzarlo in qualche modo.
Il pane, per esempio, è uno degli alimenti più riutilizzabili e versatili che ci siano: se ne abbiamo di raffermo possiamo macinarlo e metterlo via ben chiuso nei sacchetti per alimenti e poi usarlo per impanare, gratinare, nelle teglie imburrate al posto della farina, nelle polpette…
Oppure si può usare per fare buonissimi gnocchi di pane, o i Knoedel (canederli in Alto Adige) austriaci, buoni sia asciutti che in brodo, o ancora per la torta di pane, deliziosa e morbidissima sia salata che dolce.
Ecco la mia ricetta degli gnocchi di pane:
Mettete in ammollo in 1/2 litro di latte (io ho la planetaria, ma se non l’avete potete benissimo usare un semplice cucchiaio di legno o, se non siete schizzinose, le mani)
300 gr di pane raffermo, spezzettato. Non serve che lo grattugiate o tagliate a pezzettini, perché comunque si ammorbidirà col latte.
Nel frattempo, mettete a bollire una pentola d’acqua come per la pasta.
Quando il pane è ammorbidito, mescolate bene fino a farlo disfare ottenendo una pappetta omogenea e aggiungete
due uova medie intere,
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato,
150 gr di farina 00
se piace, un pizzico di noce moscata.
Mescolate bene il tutto.
Dovreste ottenere un composto tipo questo


(Come vedete, io ho lasciato dei pezzi più grandini di pane, perchè mi piace che gli gnocchi siano rustici, ma se voi invece preferite una consistenza più omogenea e liscia, allora dovete spezzare il pane a pezzetti più piccoli e poi mescolarlo e strizzarlo bene tra le dita per assicurarvi che si sciolga perfettamente.)
Quando l’acqua bolle, bagnatevi i cucchiai e poi prendere un po’ di impasto. Aiutandovi con entrambi i cucchiai, date all’impasto una forma a mandorla 



e tuffate gli gnocchi in acqua a uno a uno.

Dal momento in cui vengono a galla, lasciateli cuocere ancora 2 minuti, poi scolateli e conditeli a piacere.
Sono buonissimi con burro fuso, parmigiano e salvia, col ragù o col sugo di pomodoro.
Io stasera li ho conditi col pomodoro.


Economici, facili, veloci e… deliziosi!